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COMUNICATO CNU - D. M. 197/2018 UNA TANTUM

            Il 2 marzo scorso è stata annunciata la firma da parte della ministra Fedeli, del decreto previsto dalla legge di bilancio per l’attribuzione di un importo una tantum a parziale ristoro del blocco quinquennale della progressione stipendiale 2011-2015 dei professori e ricercatori universitari.

Il decreto pubblicato sul sito del Miur in data 5 marzo, è stato inviato alla Corte dei Conti per il parere di rito.

Riguardo al testo del decreto, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, anticipiamo le prime considerazioni.

            La legge di bilancio demanda al MIUR di definire entro 30 giorni con proprio decreto, le modalità di ripartizione delle risorse (50+40M, rispettivamente per il 2018 e per il 2019) tra i destinatari e la loro assegnazione alle Amministrazioni di appartenenza, per l’erogazione della prima rata entro il 28 febbraio 2018.

In sostanza il MIUR avrebbe dovuto:

1. calcolare l’ammontare della progressione stipendiale mancata a causa del blocco, per ciascuno degli appartenenti all’insieme individuato dalla legge: "professori e ricercatori universitari di ruolo in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge e che lo erano alla data del 1° gennaio 2011, o che hanno preso servizio tra il 1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2015";

2. ripartire le risorse assegnate (50+40M di euro) tra i singoli “in relazione alla classe stipendiale che avrebbero potuto maturare nel predetto quinquennio e in proporzione all’entità del blocco stipendiale che hanno subìto”;

3. assegnare alle strutture di afferenza l’ammontare corrispondente alla sommatoria degli importi di competenza dei singoli.

La Commissione sindacale del Comitato Nazionale Universitario rileva che il Decreto invece:

1. limita il numero dei soggetti destinatari, introducendo una selezione tra i destinatari già individuati dalla legge;

2. introduce un criterio di selezione valutativa non previsto dalla legge e che non esisteva nel periodo del blocco;

3. introduce un nuovo parametro di riduzione dell’una tantum non previsto dalla legge;

4. determina la formazione di “avanzi” non previsti dalla legge da ripartire ulteriormente tra i già beneficiari.

Infine il Decreto:

§disattende il termine attribuitogli dalla legge, in tempo utile per l’erogazione della prima rata entro il 28 febbraio 2018;

§rende impossibile agli atenei ottemperare al disposto di legge nei termini previsti, perché non quantifica il dovuto ai singoli sulla base della mancata progressione stipendiale dei singoli.

La Commissione sindacale ed il Comitato Nazionale Universitario vigileranno affinché le misure previste dalla legge di Bilancio 2018 abbiano la più completa e corretta applicazione.

In allegato l'analisi dettagliata ed il testo del decreto ministeriale

26 marzo 2018

                                                                                      Per la Commissione sindacale

                                                                                              Paola Sonia Gennaro

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Comitato Nazionale Universitario (C.N.U.)
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