Da “Il Corriere della Sera” di Mercoledì 23 Ottobre 2002 – Ed.Milano, pag.49

Ricerca e finanziamenti. Il rischio di restare pigmei

di Claudio Bordignon – Direttore Scientifico – San Raffaele

Si sono tenuti in questi giorni gli «stati generali» della ricerca scientifica in Lombardia. Un'importante e utile occasione di confronto tra le autorità della Regione, del governo e della comunità europea.

Al tavolo del dibattito erano presenti anche altri attori fondamentali su questo tema: le fondazioni bancarie e le associazioni degli industriali. Quello che ha più colpito gli operatori del settore presenti in sala è stato il clima di grande ottimismo dalle autorità sia nazionali che regionali. Clima che contrasta in modo evidente con la povertà dei fondi destinati alla ricerca scientifica.

Il presidente Formigoni ha annunciato 51 milioni di € a livello locale e il ministro Moratti 380 milioni nel triennio 2003-2005. Nessuno si è nascosto l'inadeguatezza di questi numeri che ci lasciano in coda rispetto al panorama europeo. E’ vero che la Lombardia guida la graduatoria delle regioni italiane per gli investimenti in ricerca scientifica, ma rimane una magra consolazione:
paragonati ai grandi distretti di ricerca dei principali Paesi europei, noi lombardi facciamo la figura dei pigmei.

Non ci rimane quindi che alzare il solito grido di lamento e rassegnarci all'impossibilità di essere competitivi? Nient'affatto. Non tutti gli investimenti (e non tutti i tagli) sono uguali. Quali sono le scelte a nessun costo (o che costerebbero pochissimo), ma che avrebbero ricadute importanti?

Concentrare gli investimenti, assoluto rispetto della meritocrazia nell'assegnazione dei finanziamenti e chiara priorità nelle scelte strategiche.

A fronte di finanziamenti scarsi, è indispensabile che tutti gli organismi che erogano finanziamenti si coordino scegliendo temi comuni. Regione, ministero della Ricerca, ministero della Sanità ed Ue stanno muovendo i primi passi in questa direzione, ma è indispensabile che a questo sforzo si uniscano le iniziative private. Le Fondazioni bancarie distribuiscono collettivamente una somma assai significativa in confronto agli investimenti pubblici (circa 800 milioni di euro all'anno).

La meritocrazia nell'assegnazione dei finanziamenti, fortemente concentrata sui progetti più qualitativi, in Italia fa parte di una politica portata avanti solo da alcune charities private (Telethon, Aire). I finanziamenti pubblici dovranno seguire la stessa strada, abbandonando la tradizionale distribuzione a pioggia. Un ultimo punto importante è quello relativo alla scelta delle priorità. Da più parti si sottolinea limportanza di dedicare agli investimenti al Sud. L'intento è comprensibile e ha meriti indubbi. Altrettanto indubbiamente vedrà una riduzione degli investimenti in ricerca disponibili per i centri a più alta qualità e maggiore resa. Su 32 istituti distribuiti sul territorio nazionale (per 183 milioni di euro di finanziamenti annui), 13 sono in Lombardia (per 93 milioni), di cui 8 (per 66 milioni) nella provincia di Milano. Un'ulteriore analisi rivela che la Lombardia da sola produce più della metà dell'output scientifico della ricerca biomedica con il miglior rapporto di costo/beneficio. Il presidente Formigoni ha più volte dichiarato l'intenzione di sostenere i centri di eccellenza della ricerca lombarda. Questi centri verranno selezionati da una commissione internazionale di esperti nell'analisi dell'eccellenza. È indispensabile che, una volta identificati i centri, la politica di incentivazione anche economica si avvii in tempi brevi e con strumenti efficaci.