Da “La Repubblica – Bologna Cronaca” di Martedì 18 Giugno 2002, pag.V

Denunciati disagi professionali nella riorganizzazione di servizi e unità

SANITA’ ANCORA MALATA DI NEPOTISMI E BARONATI
I sindacati: penalità e favoritismi nelle carriere
“Di fatto è stato usato lo stesso criterio dei vecchi concorsi, l’omologazione. Avanti yes men, puniti i più scomodi”


di Marina Amaduzzi

DIRIGENTI del Sant'Orsola-Malpighi sono sul piede di guerra. Il grande scontento deriva dalla recente 'valutazione' a cui sono stati sottoposti i massimi responsabili del policlinico, sia della parte medica (ovvero chirurghi, pediatri, ginecologi,...) che di quella non medica (cioè biologi, chimici, statistici, informatici,...), una metodologia nuova prevista per i passaggi di carriera che una volta avvenivano con i concorsi interni. Gli 'esami', che hanno coinvolto 800 professionisti, hanno premiato persone con curriculum modesti e bocciato altri con lunga anzianità e moli di lavori scientifici. Tra i corridoi del più grande ospedale della regione serpeggia il malumore e la protesta e in molti sono pronti a ricorrere al Pretore del Lavoro. Un disagio che si sta manifestando in tutte le aziende sanitarie della regione e che è stato denunciato con una lettera all'assessore regionale alla sanità Giovanni Bissoni dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. In discussione è l'ultima fase dell'organizzazione dei Dipartimenti e della nomina, che sta avvenendo in queste settimane, dei responsabili dei vari servizi e delle varie unità operative. Un processo che un tempo sarebbe passato per i concorsi interni e ora si muove attraverso la 'valutazione' dei dirigenti fatta dai capi dei Dipartimenti e dai primari, con l'avvallo delle direzioni generali. I sindacati denunciano una "forte preoccupazione per il disagio professionale che si sta creando nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali" e che si esprime "in un profondo senso di demotivazione dei dirigenti, nella maggioranza dei casi di consolidata esperienza ed alto livello professionale".

Se infatti tutti speravano che questa nuovo modo di fare carriera nella sanità avesse tagliato i ponti col passato, "largamente basato sulla discrezionalità e l'autoreferenzialità" come denuncia ancora la lettera dei sindacati, nella realtà si è dovuto constatare che "nella maggior parte dei casi il metodo adottato è stato invece quello di una registrazione notarile delle indicazioni dei dirigenti delle Unità Operative". I sindacati chiedono un incontro urgente a Bissoni.


Da “La Repubblica – Bologna Cronaca” di Martedì 18 Giugno 2002, pag.V

Marchetta, Cgil: le pagelle dei capi creano malessere, potrebbero esserci ricorsi

S.ORSOLA, MEDICI PREMIATI E MEDICI DI VALORE FRUSTRATI


di m. am.

I MEDICI non ci stanno. Quello che si respira al Sant'Orsola, la prima azienda in regione ad aver concluso le valutazioni dei dirigenti, è un disagio silenzioso, che fatica ad emergere per la reticenza che da sempre caratterizza il policlinico a lavare in piazza i panni sporchi, di cui si fa portavoce il rappresentante della Cgil medici, Fausto Marchetta.

Che cosa sta succedendo, dottor Marchetta?
"Le valutazioni effettuate dai capi dei Diartimenti e dai Nuclei di Valutazione, e di atto ratificate dal direttore generale, hanno creato un malessere generalizzato, un clima infuocato che potrebbe sfociare anche in azioni legali come un ricorso collettivo al pretore del lavoro. Proprio in questi giorni vengono distribuite le schede di valutazione che denunciano una situazione allarmante: medici con curriculum di tutto rispetto, con lavori scientifici importanti e con elevata anzianità di servizio sono stati sorpassati da colleghi più giovani e con carriera meno luminosa".

Una volta c'erano i contestati concorsi e si diceva che tutto era già deciso prima. Adesso ci sono queste valutazioni che dovrebbero premiare i meriti dei singoli dirigenti. Cos'è che non va?
"Non è la procedura ad essere sbagliata, perché è giusto assegnare un punteggio al curriculum di ogni medico, ma è il modo in cui è stata utilizzata. Di fatto è stato usato lo stesso criterio dei vecchi concorsi, l'omologazione: premiano gli yes-men e puniscono quelli più scomodi e autonomi, quelli che in qualche modo sono stati il motore dell'innovazione. Così non si modernizza la sanità".

Come avviene la valutazione?
"Attraverso punteggi assegnati ai curriculum, ai lavori scientifici, alle caratteristiche caratteriali delle persone. I punteggi finiscono in una griglia di 13 posizioni: a parte le prime due riservate a chi ha meno di 5 anni di anzianità, ai livelli più bassi delle altre undici sono stati collocati 150 dirigenti, molti dei quali avevano i titoli per essere ai primi posti. In molti casi, purtroppo, contano ancora i nepotismi e i baronati, l'approccio è sempre lo stesso, piramidale e verticistico".